Principi attivi

Antarticina

L'antarticina (GPNF3) è una glicoproteina prodotta come exopolimero da colonie di batteri Pseudoalteromonas Antartica (NF3) isolati nelle acque e nei fanghi prelevati oltre il circolo polare. GPNF3 risulta composta per circa il 14% di carboidrati e per circa l'86% di proteine. Nel corso della crescita, i batteri NF3 producono un polimero extra cellulare composto da glicoproteine (GPNF3), utile a trattenere l’acqua, aderire alle superfici e resistere la freddo estremo.

L’antarticina viene utilizzata in cosmetica e dermatologia grazie alle sue caratteristiche specifiche che ne assicurano un'ottima stendibilità sullo strato corneo dell’epidermide prevenendo la secchezza cutanea e proteggendo l’epidermide dal freddo estremo. Mantiene l’integrità della pelle a condizioni climatiche di gelo, mostrando le sue proprietà crioprotettive.

Più in particolare, diverse prove di laboratorio e test indicano che l’antarticina si dimostra efficace nei seguenti casi:

  • Aumento dell’elasticità cutanea: test in vitro, eseguiti con il metodo Western-Blot hanno rilevato un aumento dell’elastina (+7% dopo 7giorni; + 17% dopo 15 giorni).
  • Aumento della plasticità dei tessuti: test in vitro, eseguiti con il metodo Dot Blot con pelle umana ricostituita, hanno rilevato un sensibile aumento di collagene di tipo I (+66% dopo 7 giorni; + 114% dopo 15 giorni) e di tipo IV (+20% dopo 7 giorni; + 68% dopo 15 giorni).
  • Riduzione della cheratosi: test in vivo condotti su 42 volontari, utilizzando microincapsulati contenenti Antarticina, hanno dimostrato l’efficacia di tale glicoproteina nella prevenzione del piede diabetico grazie ad una significativa riduzione dello stato di cheratosi, un marcato miglioramento del microcircolo sottocutaneo e, più in generale, un miglioramento nell’aspetto della pelle dei pazienti.
Per saperne di più:
  • Vadivel Arula, Reena Karthab, Rajadas Jayakumara. A therapeutic approach for diabetic wound healing using biotinylated GHK incorporated collagen matrices. Life Sciences - Volume 80, Issue 4, 2 January 2007.
  • Puig A et al. A new decorin-like tetrapeptide for optimal organization of collagen fibres. Int J Cosmet Sci. 2008 Apr.

Amminoacidi ramificati (BCAA)

Gli aminoacidi sono l'unità strutturale primaria delle proteine.

Gli aminoacidi ramificati, o BCAA, sono costituiti dalla Leucina, Isoleucina e Valina e compongono il 35% degli aminoacidi presenti nel muscolo scheletrico. I BCAA sono tre aminoacidi essenziali (e cioè che il nostro corpo non è in grado di sintetizzare e deve assumere con la dieta) che in particolari condizioni, come l'impegno fisico intenso, vengono utilizzati come substrato energetico ausiliario di grassi e carboidrati.

A differenza della gran parte degli altri aminoacidi, i BCAA non vengono metabolizzati dal fegato ma direttamente dai muscoli contribuendone in modo determinante, oltre alla funzione plastica, al recupero quando sottoposti a sforzi intensi e prolungati. I BCAA intervengono quindi direttamente nel lavoro muscolare, dove servono da donatori di azoto per la sintesi di altri importanti aminoacidi, come la glutammina e l'alanina. Così facendo esercitano un’azione anticatabolica sulla muscolatura.

Per la loro capacità di fornire energia ai muscoli, gli aminoacidi ramificati trovano largo impiego tra gli sportivi, non solo attraverso una dieta di alimenti ricchi di BCAA ma anche sotto forma di integratori. Per chi pratica sport in palestra (sia a basso livello di intensità come il fitness, che ad alto livello come il body building) l’assunzione di aminoacidi ramificati aiuta lo sviluppo della massa muscolare attraverso il loro ruolo plastico ed energetico. Alcune evidenze scientifiche mettono in luce che l’assunzione di BCAA riesce ad enfatizzare la sintesi proteica fino a 24 ore dopo un allenamento coi pesi alla massima fatica. Anche per gli sport di resistenza o ad alto livello aerobico (ciclismo, running, maratona, fondo, ma anche tennis e calcio) l’assunzione di BCAA sembra particolarmente indicata ma, più che per concorrere all’aumento di massa muscolare, per favorire il recupero muscolare dopo l’allenamento.

Le fonti naturali di aminoacidi ramificati, visto che non possono essere sintetizzati dall’organismo, sono gli alimenti che assumiamo normalmente con la dieta. Tra questi abbiamo le carni fresche (pollo, vitello, bovino, maiale), le carni conservate (prosciutto, bresaola) il pesce, sia fresco che conservato. Inoltre li troviamo nel latte e nei legumi (ceci, fagioli e piselli). Da citare, infine, come fonte di BCAA anche la pappa reale.

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), per le persone sane la richiesta giornaliera di BCAA per far fronte alla normale perdita nel metabolismo delle proteine e il ricambio (turnover) sono:

  • Valina: 10 mg/kg di peso corporeo
  • Isoleucina: 10 mg/kg di peso corporeo
  • Leucina: 10 mg/kg di peso corporeo


In situazioni di maggiore stress fisiologico, l'ente sostiene che la richiesta di BCAA possa aumentare fino a 5-10 grammi al giorno.

Il Ministero della Salute italiano include i BCAA fra i prodotti finalizzati all'integrazione di amminoacidi e derivati. La Circolare Ministeriale n° 8 del 7 giugno 1999 riporta che "la quantità di assunzione giornaliera non deve essere, di norma, superiore a 5 grammi (come somma dei tre ramificati). È preferibile il rapporto 2:1:1 rispettivamente di leucina, isoleucina e valina, ed è consigliabile l'associazione con vitamine B1 e B6, il cui rapporto deve essere tale da fornire, per dose consigliata, una quantità delle medesime non inferiore al 30% del RDA".In caso di uso prolungato oltre le 6-8 settimane è necessario il parere del medico mentre l’assunzione di BCAA è controindicata nei casi di patologie renali, in gravidanza, e al disotto dei 12 anni.

In sintesi, possiamo dire che l'integrazione di aminoacidi ramificati può essere utile se effettuata durante o dopo la prestazione in condizioni di:
  • allenamenti intensi, sia dal punto di vista del volume che della frequenza;
  • nutrizione generale con scarso apporto di BCAA;
  • esaurimento delle scorte di glicogeno muscolare, ad esempio nel caso di sforzi di resistenza ad alto livello aerobico o per allenamenti prolungati.

Glutammina

La glutammina è un aminoacido naturalmente prodotto dall'organismo. La sua sintesi avviene principalmente nel tessuto muscolare a partire dagli aminoacidi arginina, ornitina e prolina. La maggioranza della glutammina nel torrente ematico è prodotta dai muscoli e da alcuni organi quali,ad esempio, il fegato. Molti degli altri aminoacidi, in particolar modo i BCAA, ne fungono da precursori.

Circa il 60% di glutammina presente nell'organismo umano è contenuta nel tessuto muscolare e le sue concentrazioni plasmatiche diminuiscono dopo un esercizio intenso e prolungato. La glutammina interviene anche nella sindrome da sovrallenamento; esiste infatti una relazione tra il calo permanente dei livelli plasmatici di glutammina e la comparsa dei sintomi tipici del sovrallenamento (stanchezza cronica, calo di peso, perdita di appetito, comparsa di infezioni di lieve entità,…). Secondo alcuni ricercatori la somministrazione di glutammina ed aminoacidi ramificati sarebbe quindi utile nei periodi di allenamento intenso per potenziare il sistema immunitario e ridurre i rischi di sovrallenamento.

La glutammina favorisce l'ingresso nelle cellule muscolari di acqua, amminoacidi ed altre sostanze, volumizzandole. Maggiore è l'idratazione muscolare, maggiore è il ritmo della sintesi proteica (anche per questo motivo si consiglia di bere molta acqua). Di logica la diminuzione del volume della cellula è fortemente catabolico. La glutammina è in grado proprio di aumentare l'idratazione muscolare.

Pur appartenendo alla categoria degli amminoacidi non essenziali la glutammina ricopre un ruolo biologico di primo piano e grazie alle sue proprietà è stata recentemente classificata come amminoacido condizionatamente essenziale. Appartengono a questa categoria tutti quegli amminoacidi che svolgono un ruolo fondamentale nel mantenimento dell'omeostasi corporea. In determinate situazioni fisiologiche, compresa l'intensa attività fisica, la glutammina e gli altri amminoacidi condizionatamente essenziali, possono non essere sintetizzati a velocità sufficiente per far fronte ai reali bisogni dell'organismo.

L'uso di integratori contenenti glutammina anche come supporto ergogenico deriva dalla diffusa convinzione che questo amminoacido possa favorire il recupero e aumentare la sintesi proteica grazie anche al suo effetto stimolatorio sulla secrezione di GH (ormone della crescita). Tali ipotesi sono supportate da alcuni studi ma, attualmente, non sussistono prove certe sulle reali potenzialità ergogeniche di questo aminoacido .
Come tutti gli integratori proteici o aminoacidici, la glutammina è controindicata per le persone affette da disordini renali. Se ne sconsiglia l'uso anche durante la gravidanza e al di sotto dei 12 anni.

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Acido Ialuronico

L'acido ialuronico è una sostanza naturalmente prodotta dal nostro organismo con lo scopo di idratare e proteggere i tessuti. Presente anche in molti animali e in alcuni tipi di batteri, l'acido ialuronico rappresenta uno dei principali componenti del tessuto connettivo, in particolare della sua sostanza amorfa (o sostanza fondamentale, un gel compatto nel quale sono immerse le fibre di collagene ed elastina).

L’acido ialuronico è dotato di proprietà igroscopiche, reologiche e viscoelastiche e sono molte le funzioni svolte da questa sostanza nell’organismo umano. Oggi l’acido ialuronico viene utilizzato in vari campi medici fra cui l’artrologia, la chirurgia estetica, la chirurgia otologica, l’oftalmologia, l’ingegneria tissutale. Viene ricavato facilmente in laboratorio e, se si escludono isolati casi di ipersensibilità alla sostanza, è privo di controindicazioni o di effetti collaterali.

Funzioni dermatologiche

L'acido ialuronico è un componente fondamentale del derma. Grazie alle sue proprietà conferisce alla pelle le classiche caratteristiche di elasticità e morbidezza. La sua concentrazione all'interno del tessuto connettivo cutaneo tende tuttavia a diminuire con l'avanzare dell'età. Questo costante e considerevole decremento è uno dei principali responsabili dell'invecchiamento cutaneo.

La sua particolare struttura chimica dona all'acido ialuronico numerose proprietà che lo rendono particolarmente utile sia in campo medico che estetico. La sua capacità di legare acqua ed altre sostanze da infatti origine a gel protettivi, particolarmente utili per la cute e le articolazioni. Stimolando la formazione di collagene e tessuto connettivo l'acido ialuronico protegge l'organismo da virus e batteri, aumenta la plasticità dei tessuti e garantisce l'ottimale idratazione cutanea. Ha inoltre proprietà cicatriziali e antinfiammatorie.

L’acido ialuronico viene impiegato generalmente per restituire pienezza e turgore alla labbra, per la riduzione delle pieghe nasolabiali, per il trattamento delle rughe glabellari e perioculari, per ridurre gli inestetismi gravi dovuti all’acne o post-traumatici, per ridurre gli inestetismi dei tessuti molli, per il rimodellamento di guance e mento ecc.

L’acido ialuronico può anche venire utilizzato su ustioni di II e III grado. Specifiche membrane a base di acido ialuronico sembrano infatti garantire, oltre all’accelerazione del processo riparativo, un’efficace barriera contro le contaminazioni esterne; queste membrane hanno inoltre lo scopo di ridurre al minimo la perdita di liquidi grazie alle sue capacità cicatrizzanti e di ricostruzione tissutale. L’acido ialuronico può, quando la lesione non è troppo grave ed estesa, venire impiegato come unico trattamento; nel caso invece che le lesioni siano più gravi ed estese l’acido ialuronico può essere utilizzato come primo trattamento in attesa che si possa procedere con l’autoinnesto della cute.

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I Flavonoidi

I flavonoidi (o bioflavonoidi) sono composti chimici naturali, diffusi nelle piante superiori e particolarmente conosciuti ed apprezzati per le loro proprietà salutistiche. La classe dei flavonoidi, in realtà, è piuttosto ampia -si conoscono più di 5000 composti- ed il loro effetto terapeutico dipende in larga misura dal fitocomplesso (insieme delle sostanze chimiche contenute nell'alimento).

Molti flavonoidi vengono talvolta indicati sotto il termine unico vitamina P, sigla che ricorda la loro capacità di ridurre non solo la permeabilità, ma anche la fragilità capillare. Tale azione è particolarmente utile nel ridurre la formazione di edemi negli arti inferiori (vedi caviglie gonfie), per combattere ritenzione idrica, inestetismi della cellulite ed alcune patologie di interesse proctologico (emorroidi) e non (vene varicose, insufficienza venosa).

Rutina, Quercetina

La rutina, comunemente nota anche come rutoside, è un glicoside flavonoico presente in piante del genere Citrus, nel grano saraceno, nel vino rosso, nella menta piperita, nell'eucalipto, in foglie e petali del genere Rheum e in altre fonti vegetali, ed è formata dal flavonolo quercetina (aglicone) legato al disaccaride rutinosio.

La rutina e la quercetina sono tra le sostanze naturali più efficaci nel garantire resistenza e permeabilità ai capillari sanguigni e vengono utilizzate nella prevenzione e trattamento delle vene varicose, delle emorroidi e per contrastare le manifestazioni tipiche dell'insufficienza venosa (crampi notturni, dolori, pesantezza e gonfiore alle gambe).

La rutina, e i suoi derivati glicosidici, hanno la proprietà di rafforzare la parete dei capillari, riducendo sintomi di sanguinamento come quelli legati a ematomi o emorroidi. Viene anche utilizzata per fornire sollievo dai sintomi dovuti alla circolazione linfoematica degli arti inferiori, contrastando l'edema. Inoltre, essendo in grado di legarsi al ferro bivalente, previene la formazione di radicali liberi altamente reattivi e potenzialmente dannosi per le cellule e svolgendo quindi anche un’efficace funzione di antiossidante.

L'attività antiaggregante piastrinica ed antitrombotica ne impone cautela nell'uso da parte di pazienti in cura con antiaggreganti piastrinici (Aspirinetta, CardioAspirin) ed anticoagulanti orali.

Diosmina

La diosmina corrisponde ad un flavonoide glicosidato presente naturalmente in diverse specie botaniche o derivabile dal flavonoide esperidina.

La diosmina è un protettore vascolare efficace nel contrastare varie manifestazioni di Insufficienza Venosa Cronica. Più efficace nel trattamento delle vene varicose e del linfedema, meno nel trattamento delle emorroidi, i meccanismi d’azione della diosmina sono riconducibili ad un aumento del drenaggio dei linfatici, alla protezione endoteliale e ad un miglioramento del tono venoso. Non è noto un unico meccanismo che a livello molecolare ne spieghi l’efficacia anche se alcuni Autori menzionano un effetto inibitorio sulla prostaglandina E2 e sul trombossano A2 che spiegherebbe il buon effetto antinfiammatorio della sostanza sui tessuti venosi infiammati.

Per saperne di più:

  • Kumpulainen JT, Salonen JT. Natural antioxidants and anticarcinogenesis in nutrition, health and disease. Cambridge: Royal Society of Chemistry, 1999.
  • Belcaro G. Rosaria Cesarone M, Ledda A, Cacchio M. Marino Santarelli Ar, Grossi Mg.O-(beta-hydroxyetil)-rutosides systemic and local treatment in chronic venous disease and microangiopathy; an indipendent prospective comparative study. Angiology.2008 Feb-Mar.
  • Maksimovic’ ZV, Maksimivic’ M, Jadranin D, Kuzmanovic’, I, Andonovic’, O. Acta. Medicamentous treatment of chronic venous insufficincy using semisynthetic diosmin- a prospective study. 2008.
  • Cataldi A,Gasbarro V,Viaggi R,Soverini R,Gresta E,Mascoli F Efficacia clinica di un'associazione di alfa-tocoferoli,rutina,meliloto e centella asiatica nel trattamento di pazienti con insufficienza cronica venosa.Minerva Cardioangiol 2001.